Salvaguardia animali in pericolo. Progetto lamantini

Progetto lamantini. Salvaguardia animali in pericolo

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Il lamantini(Trichecus inunguis) è quasi invisibile nel suo habitat© Federico Tovoli Photojournalist
Nel cuore dell’amazzonia peruviana un progetto di recupero del lamantino, il più grande mammifero acquatico della foresta

Ogni animale ed ogni pianta vive in un ambiente naturale retto da un  equilibrio detto ecosistema. Ogni ecosistema sta in equilibrio con altri, tutto si evolve e tutto cambia, poi si riaggiusta.

L’homo sapiens spesso ha provocato un danno è stato irreversibile negli ecosistemi da lui abitati.

La scienza ci insegna che in un ecosistema ogni organismo ha un ruolo preciso, ogni specie è indispensabile all resto. Si rompe l’equilibrio iniziano i guai.

Nel bacino amazzonico, il luogo più biodiverso al mondo, la presenza di mammiferi acquatici non si limita ai tanto osannati delfini rosa. 
Ci sono pure i misteriosi  lamantini. Praticamente invisibili  nella torbida acqua amazzonica, popolano i corsi d’acqua minori, gli stagni , i laghetti. E’ un caso di salvaguardia animali in pericolo, purtroppo.

La natura li ha resi bene in carne. In Brasile sono chiamati Pesce bue, in Perù mucca marina. 

Il lamantino è una discreta riserva di carne (90-120 kg) e l’uomo da sempre è stato cacciatore. Compreso l’abitante dei villaggi lungo i corsi d’acqua della foresta amazzonica.

Lo sconosciuto e mansueto lamantino entra quindi nel paniere delle prede appetibili. Fra l’altro il suo perdersi in acque torbide ha fatto si che il metodo di caccia fosse simile a quello dei balenieri ottocenteschi : arpione, galleggiante ed aspettare che emerga….

Il mansueto lamantino è erbivor. In natura lo si può vedere è quando sale in superficie a respirare oppure mentre con la sua mandibola enorme

attacca le larghe foglie della huama . Una pianta acquatica che, guardacaso, in mancanza di lamantini invade totalmente la superficie di stagni e laghi.

L’acqua è la vera strada amazzonica, in quasi tutto il bacino ci si sposta in natante. Per tutte quelle necessità per le quali nel resto del mondo ci si sposta a piedi, in bici, auto etc…

Lo stagno, il fiume, il laghetto invaso dalla huama equivale a render difficoltoso lo spostamento. 
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Il giovane lamantino è cresciuto, per esser trasportato alla vosota di controllo c’è bisogno di tre persone© Federico Tovoli Photojournalist

Inoltre, invadendo tutta la superficie, le foglie della huama impediscono il passaggio della luce in profondità andando così a bloccare il processo di fotosintesi clorofilliana alle piante di fondale.

Niente piante, niente cibo, niente pesci da pescare… Tutto ciò in assenza dei lamantini.

Questi animali, purtroppo si riproducono ogni quattro anni mettendo al mondo un cucciolo per volta, hanno una territorialità abbastanza ampia 

Eliminarne uno è fare un bel danno all’ecosistema. Uccidere un esemplare adulto equivale a creare un orfano che è sempre al seguito del genitore. 

Si tratta di animali dall’aspetto istintivamente tenero e simpatico.

L’orfanello si trasforma in pet. Destinato a durare ben poco perché ha bisogno di un latte dalla composizione molto diversa dai più diffusi. 

Nel cuore del Peru amazzonico, provincia del Loreto, città di Iquitos. Fino al 2007 non esistevano ne programmi di recupero e salvaguardia di questa  specie. Il lamantino era noto solo nei villaggi. 

Una sinergia partita dal “The Dallas World Aquarium”  e sviluppatasi con l’associazione “Acobia-DWAzoo”, la “Direzione Regionale della Produzione del Loreto”, e l ‘“Instituto di Ricerca dell’Amazzonia Peruviana” ha creato nel novembre di quell’anno

il “Centro de rescate” dei lamantini amazzonici. Nato per la salvaguardia di animali in pericolo.

Per statuto il  grande zoo del Texas deve appoggiare, con risorse e conoscenza, dei progetti di salvaguardia in natura di animali che ospita per la vita. Altri che son nati liberi devono rimanere tali, se hanno subito dei danni vanno curati e salvati. Questa è la filosofia.

A cinque km dalla chiassosa Iquitos, in una quiete di foresta lungo la strada statale per Nauta, è stato adibito l’efficientissimo centro. A ragion veduta è stato inserito negli itinerari turistici cittadini. La salvaguardia di animali in pericolo è tema che piace.
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Durante il check up sanitario dei lamantini (Trichecus inunguis) che vivono nella grande vasca esterna del Centro de Rescate di Iquitos /© Federico Tovoli Photojournalist

Lo dirige Luis Javier Velasquez Varela, un giovane biologo del luogo. Gestisce una nutrita squadra composta di altri biologi, veterinari, volontari, stagisti ed animatori.

Tutti giovani e motivati. Il centro ospita molti esemplari, recuperati nelle comunidades. Spesso il dr.Velasquez parla di animali rinvenuti in cattivo stato di salute e malnutriti.

Lo staff del Centro si è formato a Dallas ed è in grado di accudire i lamantini nella maniera appropriata. Lo scopo è quello di rimetterli in  sesto. Nel frattempo svezzarli e poi quando saranno sani forti e totalmente adulti reinserirli in ambiente.

L’animale è talmente importante che son state fatte campagne mediatiche nazionali per eventi di liberazione, con tanto di idrovolanti fino nel cuore dell’Amazzonia peruviana, personalità invitate etc..

L’elemento chiave dello svezzamento è il latte, dall’acquario di Dallas arriva quello giusto da integrare addirittura con un po’ d’olio.

Ognuno con la sua vasca i lamantini  emergono per prendere il biberon come fossero  un bebè umano, una fanno cosi  tenerezza che i visitatori vorrebbero provare ad allattare….

Il fatto che ci siano visitatori è tutto a vantaggio per la salvaguardia ambientale: si scopre il progetto.

I biologi e i volontari dello staff fanno da ciceroni, la notorietà e la presa di coscienza  aumentano.

L’equipe è estremamente professionale, gli animali in svezzamento stanno in un paio di stagni per niente dissimili dal loro habitat naturale. Li si vede solo quando arriva la huama, che due volontari raccolgono in uno stagno a 10 km di distanza.

Appaiono narici e mandibole, mangiano e spariscono di nuovo.

Pulizia delle vasche e monitoraggio dello stato di salute sono il lavoro quotidiano. Il dottor Velasquez fa prelievi di sangue,  esamina lo stato di salute dell’animale osservando occhi e mandibola.

E se il lavoro coi cuccioli nelle vasche è discretamente facile il monitoraggio dei soggetti in svezzamento nelle piscine implica un serio lavoro di squadra.Bisogna stringere il cerchio dintorno ai sei soggetti e poi ad uno ad uno con la rete trasferirli a terra.Fra schizzi d’acqua e  concitazione ad uno ad uno i lamantini si ritrovano sulla lettiga sul prato.

Questi animali hanno delle macchie sulla pancia che sono come la geografia dei nostri nei, diverse per ogni individuo, una sorta di riconoscimento che consente allo staff del centro de rescate di identificarli con certezza e quindi annotare i progressi oltre che prestare eventuali cure. 

La parte dell’educazione ambientale è anch’essa molto importante, il lavoro principale è fatto sui giovanissimi, sulle scolaresche.

Non gli alunni solo scoprono i cuccioli di lamantini, ma attraverso uno spettacolo di burattini affrontano il temi complessi di salvaguardia ambientale e delle risorse sostenibili. Grandi temi amazzonici. 

Un powerpoint e veri e proprio burattini sono i sussidi didattici coi quali il progetto ha raggiunto migliaia di studenti di Iquitos città comunidades limitrofe.

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Liberazione evento, la maggior parte delle persone sulla sinistra dell’animale fanno parte del jet-set del paese / © Federico Tovoli Photojournalist

dwazoo.com

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