Dietro la quinta.

Mettere il soggetto in evidenza e che sia piacevole alla vista. 

Compito del fotografo che fa storytelling è quello di tradurre un’idea in una serie di fotografie che siano belle da vedere, spesso però i soggetti sono banali. Mettere il soggetto in evidenza e che sia piacevole alla vista è il primo punto.

Storytelling, fotoreportage, documentario, copertura. Nomi e di sinonimi ce ne sono per definire una storia il cui elemento base le fotografie.

La fotografia ferma, quella inventata quasi duecento anni fa, da sola non parla e non si muove. Bisogna far finta che lo faccia. Mettere il soggetto in evidenza è fondamentale.

Una storia per immagini, oggi nota come storytelling ,può riguardare qualsiasi argomento che abbia immagini realizzabili. Bisogna costruirci una storia che vada dal punto A al punto Z.

In fase di editing vanno scelte quelle immagini che rispettando i vari punti e che siano di qualità superiore. Dove si è riusciti a mettere il soggetto in evidenza

Se un fotografo decide di narrare una storia ambientata in luoghi che conosce personalmente ed ha già visto quel che accade è estremamente avvantaggiato nel programmare la fase shooting. Potenzialmente riesce anche ad escludere tutte le fasi insignificanti o meglio non fotogeniche. Ha un’idea delle luci che troverà, potrà ridurre tempi e rischi prima di fare il primo click

Ma se ci sono luoghi lontani, situazioni mai viste o passaggi obbligati fra luci brutte ed azioni “fotogenicamente” deboli, bisogna inventarsi come render tutto apprezzabile. Entra in gioco dunque il saper osservare, comporre, agire e spesso farlo in fretta. Di escamotages ce ne sono tanti, vediamo un paio di casi speciali
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