Il tribunale navigante

Il tribunale navigante. Giustizia itinerante in Amazzonia

Giustizia itinerante in Amazzonia. Brasile. Un battello tribunale ogni due mesi visita una zona remota alla foce del Rio delle Amazzoni. Non porta solo giustizia, ma amministrazione civica, medicinali e educazione di vario genere. 

L’immenso Rio delle Amazzoni termina altrettanto immensamente nell’Oceano, le acque giallognole cariche di terra e memoria di tutto il bacino, sfociano in mare in un estuario frastagliato.
Giustizia itinerante in Amazzonia
Il battello del Tribunale navigante in viaggio verso l’arcipelago delle Bailique / © Federico Tovoli Photojournalist

Macapà, capitale dello stato di Amapà è proprio sull’Equatore. C’è addirittura il monumento al Marco Zero l’immaginaria linea che taglia in due il mondo. Lontanissima dall’oceano anche se sulla cartina sembra di no, anche se indubbiamente a Macapà, il Rio ormai è arrivato al suo sbocco.

Una delle tipiche imbarcazioni fluviali navigando a 20 nodi impiega ancora quindici-diciotto ore per arrivare all’Oceano.

Un tempo lunghissimo lambendo foresta in un fiume che sembra mare, incrociando rarissime barche da pesca e poche case ai margini del bosco.

Il Rio ha un andamento ballerino. Cosa normale per un fiume esser delle volte in piena ed  altre in secca. Stiamo parlando del più grande fiume del mondo che subisce una stagionalità fra secca e “delle piogge”. Livelli e forme delle coste subiscono cambiamenti forti durante l’anno.
Questa la ragione del toponimo Bailique, ovvero ballerino, un arcipelago in fondo al canale nord dell’estuario, con le correnti che talvolta risalgono il tratto fluviale ed altre lo discendono.
Bailique è anche il sinonimo di irraggiungibilità, questo tratto dell’immenso Brasile sembra infatti lontano da tutto.

Alle Bailique i ragazzini giocano ancora con gli aquiloni, le strade sono passerelle di tavole di legno poiché nel suo andirivieni il Rio arriva fino all’uscio di casa. Per una parte dell’anno si vive in palafitte e ci si muove in passerella, o in natante. Qui tutti hanno almeno un “guscio” a cui spesso è aggiunto un motore fuoribordo. Molti sono anche i natanti pubblici, informali traghetti fra una sponda e l’altra.

I “bailiqueros” sono pescatori, quel che si pesca, principalmente gamberi, si rivende all’interno dell’arcipelago.

L’unico interesse esterno è il “palmito”, per il quale val la pena di impiantare laboratori di trasformazione informali e sfruttare al massimo una manodopera locale così isolata dal resto del mondo. Si parla addirittura di riduzione in schiavitù.

Malgrado tutto le Bailiques non sono  abbandonate a se stesse. Nel 1996 è iniziato un progetto di legalità che è stato l’apripista per altre zone del paese.. Si tratta del Tribunale Itinerante fluviale.

Giustizia itinerante in Amazzonia. All’inizio di questa storia c’è un giudice donna, la dottoressa Sueli Pereira Pini, classe 1960, madre di sette figli, non importa quanti siano gli adottati e quanti siano i naturali.

Giustizia itinerante in Amazzonia
La giudice Sueli Pini (fondatrice del Tribunale navigante) intervistata da televisioni locali / © Federico Tovoli Photojournalist
Tutti quanti nella grande casa, con le impiegate domestiche che son parte della famiglia, come i due cani, il gatto, il pappagallo.

Sueli dalla grande energia, arrivata dal lavoro manuale, dalla parte povera del ricco sud del paese. Giudice dal 1990 a Macapà

Giustizia itinerante in Amazzonia
Dopo una notte di viaggio sul battello lo staff del tribunale si prepara alla giornata di lavoro./ © Federico Tovoli Photojournalist
Sfruttò una legge appena varata riguardante la risoluzione e la semplificazione delle cause in zone di difficile accesso. In pratica come Maometto deve andare alla montagna perché il contrario non può avvenire.
Grazie alla signora Sueli la giustizia è arrivata alle Bailique, via fiume, risparmiando ai cittadini idell’arcipelago spostamenti onerosi di fatto improbabili.

Come tutte le storie anche questa è cominciata con un “manipolo di eroi” e una barchetta. Una  storia che parla di una certa fatica che la signora Sueli ha fatto per farsi accettare. I cittadini delle Bailique avevano l’idea preconcetta che il giudice fosse un distaccato signore in toga, in uffici intoccabili.

Accettare questa figura al femminile ed informale nell’approccio non è stato inmediato.

La storia prosegue con ricerche di finanziamenti per rendere il viaggio alle Bailiques un punto fermo nelle attività del foro di Macapà.

Adesso siamo al quarto di secolo di viaggi bimestrali. La barca si chiama “Tribunal A Justiça vem a bordo”.
Giustizia itinerante in Amazzonia
La giudice Jocelinda Lenzi consegnando kit per la potabilizzazione dell’acqua alle donne di Villa Progresso, uno dei tanti villaggi delle isole Bailique, / © Federico Tovoli Photojournalist

Ci viaggiano una cinquantina di funzionari, non solo del tribunale.

Per risparmiare tempo e sfruttare l’alta marea, la barca lascia il porto di Santana a notte fonda.

Sembra una delle tante che solcano il Rio delle Amazzoni, caratterizzata dalle amache distese in ogni dove.

La mattina le amache si riavvolgono.

Dopo l’abbondante colazione preparata da un cuoco professionista, si alzano i tavoloni, le signore si fanno il maquillage, i signori si radono, tutti si pongono la maglietta “di ordinanza” ed inizia il lavoro. 
“Sono arrivati gli uffici”, ormeggiati al porto di Villa Progresso o di Itamatatuba, gli isolani lo sanno e si avvicinano. Chi arriva dall’acqua sale da un portellone sul ponte inferiore, chi invece arriva da terra si inerpica sulle murate.

“Sono arrivati gli uffici” questo è stato il leit motiv del Tribunale Itinerante. Dai conflitti familiari al rinnovo della carta d’identità tutto si risolve o si sviluppa sulla barca della giustizia. Dove non manca neanche una sala di udienza riservata, con l’indispensabile aria condizionata. 

Portando la giustizia questo battello ha portato l’epoca moderna.

La signora Sueli racconta che quando arrivarono nel ’96 trovarono una situazione da medioevo. Fra casi di violenza sessuale familiare, analfabetismo e assenza di documenti. 

Senza documenti oggigiorno non si esiste, i bailiqueros furono molto felici di “cominciare ad esistere”. 
Giustizia itinerante in Amazzonia
Ad ufficio chiuso sulla barca Tribunale. / © Federico Tovoli Photojournalist

Ci sono varie isole da visitare in una settimana. Si dorme in amaca, si pranza sul ponte, le sere sono musica e cachaças. Siamo in Brasile, anche i funzionari son meno formali.  

Gli spostamenti dipendono dal pescaggio nei vari porti, dove il battello non può attraccare si usano dei motoscafi a chiglia piatta. 

La Giustizia itinerante in Amazzonia non è solo burocratica. La squadra del Tribunale si occupa di portare medicinali agli ambulatori pubblici. Consegna alla popolazione kit di purificazione dell’acqua. Fa campagne educative nell’unica scuola superiore della zona. 

Giustizia itinerante in Amazzonia
Lo staff del tribunale in un momento di pausa durante il viaggio. Si balla in una bottega di alimentari in un porticciolo lungo il rio delle Amazzoni. / © Federico Tovoli Photojournalist
Negli anni, grazie all’ intervento apripista della barca tribunale, son nate scuole e ambulatori, il progresso è tangibile. 

La giudice Lonzi, che sta sostituendo Sueli, celebra anche un matrimonio. Con la barca in navigazione risolve in udienza un caso di affidamento. Due bambine, invece, son state sottatte ad una famiglia poiché gli adulti ne abusavano. Il loro destino saranno anni in Istituto nella città di Macapà.

Giustizia itinerante in Amazzonia
La giudice Jocelinda Lenzi celebrando un matrimonio presso la comunità Itamatatuba / © Federico Tovoli Photojournalist
Rientriamo in città con sul fiume una luce dorata che rende la natura circostante più bella. 

Prima di abbandonare il Canal do Norte il battello passa di fronte al Colegio. La scuola superiore dove le due psicologhe del tribunale avevano fatto sulla pedofilia. 

Giustizia itinerante in Amazzonia
Un membro della divisione sociale del tribunale durante una conferenza alla Escola Bosque di Villa Progresso / © Federico Tovoli Photojournalist
Improvvisamente sul laptop mi appare un segnale di WiFi, è quello del collegio. Il progresso è arrivato alle Bailique. 
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Il rio delle Amazzoni all’imbrunire da un porto delle Bailique. / © Federico Tovoli Photojournalist
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