Composizioni peruviane

Composizione statica e dinamica. Leggere un’immagine su più strati, come i livelli di Photoshop

La composizione in fotografia segue più di una regola. In un fotoreportage di viaggio, uno storyteller tematico o una sessione di street photography conoscerle e soprattutto riconoscerle darà ottimi risultati.

Fare un corso di fotografia, seguire lezioni di fotografia, iscriversi ad una scuola di fotografia è senza dubbio una opzione

per perfezionare, scandagliare, migliorare quella che è una vocazione, quello per cui uno si scopre portato.

Da ragazzo seguivo l’hobby di mio padre, la fotografia, scrivevo di tutto e suonavo l’armonica blues anche in una band. Quest’ultima passione era quella per la quale avevo meno vocazione, tant’è che già a vent’anni l’avevo abbandonata. Per l’accordatura i ragazzi mi dicevano di soffiare nel quarto buco della blues harp . Non riuscivo a sentire differenze sonore nel loro tendere le corde. 

…invece ero rapito dalle belle luci, divoravo riviste di fotografia e viaggi, National Geographic e Airone in testa.

Divenuto casualmente professionista della fotografia, la mia palestra fu continuare a divorare fotografie di viaggio e giornalistico-sociali. Fu parte dell’imparare il mestiere facendolo. 

Cominciando a 21 anni è possibile, una buona scuola di fotografia mi avrebbe indubbiamente ottimizzato l’apprendistato dei pochi e spesso inutili consigli.

Quello che segue è frutto di allenamento nel vedere. Dell’assimilazione della tecnica fotografica ma soprattutto dell’individuare forme ancor prima di razionalizzarle.

Un po’ come i livelli di Photoshop che si sovrappongono in semitrasparente. Sotto quel che vediamo e razionalmente decifriamo c’è una forma semplice. Una struttura di base che se ben evidenziata rende una fotografia piacevole da guardare. Vediamolo circa la composizione statica e dinamica.

Blanca y Roja

…significa bianca e rossa in italiano ed è come in  Perù ci si riferisce confidenzialmente al vessillo nazionale. Il bianco e rosso sono dappertutto in un paese dal senso patrio molto forte. 

Il giorno dell’indipendenza anche nel più piccolo villaggio sperduto lo si celebra in gran pompa,

non è consuetudine ma ci si può imbattere anche in facce dipinte come questo bambino. 

Composizione statica e dinamica.
during the celebrations of July 28, the anniversary of national independence / @ Federico Tovoli Photojournalist

Aveva terminato di sfilare nella Plaza de Armas di Tanta, un villaggio andino a cinque ore dall’asfalto più vicino. Un luogo dove il ripetitore per i cellulari è arrivato nel maggio 2011 e nessuno possedeva l’auto. Stava seguendo il resto della sfilata accanto alla madre che come tutte le andine, aveva  la borsa plastificata e il sacco in spalla con dentro un’altro bambino.

Ovviamente il punto di attenzione è la faccia

sia perché un volto di per sé lo è , sia perché è dipinta.

Ma l’insieme di questa fotografia ha una struttura che la sorregge “intrigantemente” 

C’è infatti una simmetria fra la posizione delle braccia della madre e quelle del ragazzino,. Si intravede una forma soggiacente, una struttura che bilancia l’immagine in maniera statica. 

Avrei potuto isolare il ragazzino croppando.

Composizione statica e dinamica.
during the celebrations of July 28, the anniversary of national independence / @ Federico Tovoli Photojournalist

Oppure avrei potuto usare l’altra versione dove diventa protagonista il fratellino minore.

Composizione statica e dinamica.
during the celebrations of July 28, the anniversary of national independence / @ Federico Tovoli Photojournalist

Questa che ho scelto però mi narra una storia attraverso  una composizione bilanciata.

A la fiesta de Chucuito

Chucuito è un villaggio fra la città di Puno e il confine sul lago Titicaca, vi si celebra una festa dell’Assunzione che, come tante altre feste andine, ha connotati precolombiani. Una sorta di festa del buon auspicio che finisce con lanci di caramelle e di teste di capra (per il brodo)  dal campanile. 

Anche se è un contadino che vive di quel che produce edi ha pochi soldi ma gliene bastano pochi, l’andino ha l’abito buono che mette il giorno della festa del villaggio, quello femminile è sempre molto particolare e ben tenuto. 

I quattro erano, seduti ad aspettare la parte conclusiva della celebrazione. Erano “belli” per essere isolati in una composizione  col teleobiettivo. 
Composizione statica e dinamica.
Chucuito is on Collasuyo forty minutes by road from Puno going towards the border of Desaguadero, traversed longitudinally by Collasuyo ignored by tourism it’s home to a feast of the Ascension (15 August) by the pre-Inca traits, as in all the festivities of the Aymara area makes extensive use of confetti and give uns aluto personal use to the family organizer of the festival / @ Federico Tovoli Photojournalist

Quei colori accesi, il fatto che tutti e quattro portino il cappello, il fatto che ci sia un solo uomo, che stia su un lato. Insieme alla connotazione esotica  data dall’inequivocabile look, sono senz’altro unl cocktail che rende piacevole l’immagine.

Chiamiamolo pure livello apparente, o di superficie, insomma. Quello che si vede subito. 

Ma c’è di più, sotto c’è di più. Tutti e quattro sono immobili ma guardano fuori campo nella stessa direzione. Questo crea dinamismo nella composizione.

Dai loro sguardi si potrebbe tracciare una linea che esce dal frame verso destra.

Inoltre la forma soggiacente ha un’altra linea tracciabile, che dal Borsalino dell’unico uomo scendendo giù fino alle sue ginocchia passa attraverso le ginocchia delle altre signore ed esce fuori campo in basso dai piedi dell’ultima donna sulla destra. Questo perché tutti quanti hanno le ginocchia allo stesso livello. 

C’è quindi una forma soggiacente più dinamica rispetto alla foto del bambino col volto dipinto. In definitiva la rende più dinamica malgrado apparentemente sia più statica

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