GLI ALTRI MONDI

GLI ALTRI MONDI LI AVEVO VISTI NELLA MIA PRIMA VOLTA  FUORI EUROPA, IN INDIA E NEPAL IN VACANZA, GLI ATRI MONDI COMINCIA AD ESPLORARLI PROFESSIONALMENTE QUANDO MI RESI CONTO CHE POTEVVO FARLO,

INDIA 1996

THAILANDIA 1997

LAOS 1997

Imparare dalle altre culture, vivendoci nel mezzo è forse il più bell’aspetto dell’essere viaggiatore.

La macchina fotografica può diventare

la chiave d’accesso. 

GIA’ IN QUEL MIO PRIMO VIAGGIO ALL’ESTERO PER FOTOGRAFARE, NEL 1991, ME N’ERO ACCORTO. 

AVEVO SCOPERTO UN FESTOSO MOVIMENTO GIOVANILE LOCALE, I TRUMPS, SENZA CAPIRCI QUASI PER NIENTE IO ERO CON LORO A FOTOGRAFARE I LORO CONCERTI, I LORO RITROVI, DURANTE UN FESTIVAL ERO VICINO ALL’INGRESSO  E SENTII DEGLI ITALIANI RINUNCIARE AL CONCERTO ED OPTARE PER UNA BIRRA SOLO PERCHE’ SI PAGAVANO TREMILA LIRE (NIENTE ALLORA)..…..

E POI

E POI TI RITROVI CHE INVECE DI PARTIRE IN COMPAGNIA  PER LE SPENSIERATE VACANZE AGOSTANE PARTI DA SOLO PER REALIZZARE UN REPORTAGE, GUARDACASO VICINO A DOVE L’ANNO PRIMA SEI STATO IN VACANZA. 

POI SUCCEDE CHE NEL PRIMO PUNTO DA FOTOGRAFARE CI SON TRE GIORNI DI PERTURBAZIONE E TI TROVI IN UN BED AND BREAKFAST A GUARDARE LA TELE IN UNA LINGUA INCOMPRENSIBILE E A CHIEDERTI COSA STAI FACENDO LI.

ARRIVA IL SOLE E NULLA S’E’ PIU FERMATO.

…DA QUEI PRIMI GIORNI DELL’AGOSTO 1991 A CESKY KRUMLOV

IN FOTOGRAFIA SI MA….

Oltre che ai viaggi, nello stile di una famiglia di impiegati figli di operai formatasi durante il boom economico, sono cresciuto in mezzo alle macchine fotografiche, del mio babbo fotoamatore.

Dopo il diploma di Perito Agrario e quasi per scherzo cominciai ma piu che altro per necessità  a vedere se tiravo fuori due spiccioli dalle foto, erano anni che avevo la mia macchinetta e tutti mi dicevano che ero bravo….forse solo per farmi contento.

Però non mi sembrava possibile rendere commerciale quel tipo di fotografia che mi piaceva di più, quella dei viaggi, e che facevo quando chiudevo il mio studio di fotografia a Livorno in via Santo Stefano 16/A e me ne partivo per l’Europa, in autostop come sempre, ma anche in Inter rail ed auto.

Il lavoro di fotografo commerciale che svolgevo in città sostanzialmente non mi piaceva, trovai il mio coi viaggi. Anche se c’era da accettare dei compromessi che poi son la base del racconto fotografico e del giornalismo

FOTOGRAFARE  A TEMA

ITINERARI O CITTA’

CHIAVI DI LETTURA

LUCE BELLA PER INVOGLIARE AL VIAGGIO

RISTORANTE, ALBERGO SHOPPING  ED INFO PRATICHE

FOTOGRAFIA DI VIAGGIO

Con questo termine generalmente s’intende quel tipo di fotografia di terre più o meno lontane e sempre raggiunte durante un’esperienza di ricerca o semplicemente di evasione dalla propria quotidianità.

Herman Hesse, che nel suo libro L’azzurra lontananza, già nel 1903 descriveva la differenza fra turista e viaggiatore

Il turista è quella persona che viaggia con la casa sulle spalle, che vorrebbe riprodurre il suo ambiente dovunque, il viaggiatore è quella persona che invece si muove per scoprire e  per conoscere. 

OGGIGIORNO il mondo è più vicino

Lo si può  vivere in full immersion, lasciando la propria casa dov’è sempre stata, vivendo il ritmo dei luoghi, conoscendo le persone, imparando da esse. 

per fare il fotografo di viaggio bisogna saper far bene tutto, dall’architettura alle feste e le tradizioni, passando per il ritratto e il paesaggio, ovviamente. 

IMMAGINA

Immaginate quasi quarant’anni fa

subito dopo il periodo del movimento studentesco

subito prima della maggiore età 

Venti chili di meno e venti centimetri cubici di capelli in più

Prima dei baffi, prima di tutto. 

In autostop  sull’Aurelia con Sulla strada di Kerouac in tasca

Un’armonica a bocca e un taccuino sempre con se, spesso anche una fotocamera. 

Il personaggio in questione studiava agraria alle superiori a 90 km da casa

Il personaggio in questione aveva fatto ogni anno le vacanze con la famiglia

Sempre in un posto diverso più all’Elba, dai nonni paterni. 

Il viaggio l’aveva nel sangue

Il personaggio in questione con una cerchia ristretta di amici progettava una comune agricola dove viver fuori dal sistema

e dichiarava 

“se dovessi rimanere in città farei il giornalista e/o il fotografo”….

UN LAVORO CREATIVO

QUELLO DEL FOTOGRAFO E’ UN LAVORO CREATIVO. 

ANCHE I DA ME DETESTATISSIMI PAPARAZZI

LO SONO

IN UN MESTIERE CREATIVO

ANCOR PIU GESTITO IN PROPRIO 

FERMI NON SI PUO’ STARE

NON PUO’ ACCADERE DI RITROVARSI A FOTOGRAFARE QUEL SOLITO CAMPANILE ANTICO CON LA SOLITA  BELLA LUCE DELLE CINQUE DEL POMERIGGIO 

E NON RICORDARTI SE SEI IN VAL D’AOSTA O IN CALABRIA

Dopo quasi 15 anni di TUTTOTURISMOGENTEVIAGGITOURINGADESSO arrivò l’evoluzione e comInciarono i temi sociali, scientifici, attuali.

MI SURAMERICA

IL SUDAMERICA ARRIVO’ PER CASO E MI ENTRO’ TALMENTE SOTTO PELLE CHE MI E’ DURATO UNDICI ANNI, DI CUI QUATTRO E MEZZO COME RESIDENTE IN PERU. 

LA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO L’HO SVILUPPATA MOLTO IN QUEL CONTINENTE.

Quell’ultimo ponte

CERCANDO DI DISTINGUERE FRA PURA FOTOGRAFIA DI VIAGGIO (TRAVEL)  E GEOGRAFICA

 

Salvador de Bahia, cuore africano del Brasile

QUELLA CHE E’ PURA E SEMPLICE HA SEMPRE UN PERCHE’, UNA MOTIVAZIONE.

MA LASCIA QUALSIASI TIPO DI PROBLEMA FUORI DALLA PORTA E NECESSITA DI UN COROLLARIO DI RISTORANTI, ALBERGHI, BAR

Enjoy Cuzco

QUELLA CHE IO FORSE SBAGLIANDO CHIAMO GEOGRAFICA PARLA DI LUOGHI ABITATI DA PERSONE E QUESTO POTREBBE BASTARE.

RUTA CUARENTA

AMAZING LIMA

AMAZING BOGOTA

 

CONSIGLI PER FOTOGRAFARE IN VIAGGIO

TROVA UN TEMA

APPROFONDISCILO PRIMA DI PARTIRE

FAI BENE I COMPITI PERCHE’ IL FOTOGRAFARE E’ COME UN ESAME ALL’UNIVERSITA’

DATTI TEMPO PER FOTOGRAFARE

IN CAMPO FAI L’ATTACCANTE MA COL SORRISO SULLE LABBRA, NON ESSERE TIMIDO, POTRESTI GENERARE REAZIONI NEGATIVE. 

DATTI TEMPO CON LE PERSONE CHE FOTOGRAFI

SVISCERA BENE LA STORIA CHE STAI NARRANDO

NEL COSTRUIRE IL TUO RACCONTO PER IMMAGINI TROVA LA MANIERA DI ESSER

SEVERO CON TE STESSO E SELETTIVO

L’ACCOLTA / ITALIANO

Questa è forse l’unica foto scattata al di fuori di un assignment o di un fotoreportage autoprodotto. Dalle mie parti, isola d’Elba, Toscana, Italia, la cerimonia dell’Accolta è forse l’unica tradizione religiosa rimasta autentica dai tempi in cui il turismo non era ancora l’unica voce in capitolo consistente nel Prodotto Interno Lordo. La mattina del venerdi santo c’è uno scambio di chiese fra paesi gemelli. I fedeli della parrocchia di San Piero in Campo vanno a pregare in quella di Sant’Ilario in campo e viceversa. Lo fanno in processione e secondo in che data cade la Pasqua tutto può accadere prima dell’alba. I miie allievi di un corso che stavo tenendo li insistettero per fotografare l’evento. Io colsi l’occasione. Non c’era altra maniera di fotografare se non col flash in open per includere le primissime deboli luci dell’alba. Anno 2007. Fotocamera Nikon D100 diaframma 5,6    tempo  1″   lente  ZOOM NIKKOR 12-24  mm f 4

PERUVIAN SHAMAN (SHIPIBO) / ENGLISH

It takes 24 hours with an awful public boat along the Ucayalli river to get to the Shipibo village of Cacomacaya, south of Pucallpa. This lady is the local shamen, she gave me the shipibian name of Yonnosoi, before singing an “icaro” which i recorded and then lip-synced with the movie i took with my Nikon D300s. But i also wanted to capture the depth of her expression with a picture. The totally open diaphragm was the proper choice in order to avoid any other distraction.

 

Year 2011. Camera Nikon D300. Diaphragm 2,5. Time 1/320″. Lens Nikkor 50mm F1.8 AF

SHIPIBO SHAMAN / CASTELLANO

Cacomacaya es un pueblo de la etnia Shipibo, queda a 24 horas de bote publico motorizado, un bote horrible, al sur de Pucallpa “surcando” el rio Ucayalli. Esta mujer es la curandera local, me bautizò con el nombre de “Yonnosoi” y despues cantò un “icaro” que yo grabé con mi grabadora audio  para despues sincronizarlo con el labial videograbado con mi Nikon D300s.

Quise pero capturar  en una imagen fija su mirada tan profunda. La abertura maxima de diafragma ha sido la escogida adecuada para eviar cualquier otro elemento de distraccion. Año 2011, Camara NikonD300s  Diafragma  2,5 velocidad 1/320”   Lente Nikkor 50 mm f 1,8

 

Story: http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Shipibo-PERU/G0000Ydu9NHi.st0/C0000hKMUV0CJoXs

SHIPIBO SHAMAN / ITALIANO

Il villaggio Shipibo di Cacomacaya si trova a 24 di barca pubblica a motore, imbarcazione orribile, a sud di Pucallpa lungo il fiume Ucayalli. Questa signora è la shamana locale, mi battezzò col nome shipibo di “Yonnosoi” prima di cantare un “icaro” che io registrai per sincoronizzare poi col labiale videoregistrato con la mia Nikon D300s. Volli però immortalare il suo sguardo cosi profondo con uno scatto. Il diaframma totalmente aperto fu la scelta adeguata per evitare ogni qualsiasi altro elemento di distrazione. Anno 2011. Fotocamera Nikon D300s.Anno 2011. Diaframma   2,5    tempo  1/320”  lente Nikkor 50mm f1.8 AF

Story: http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Shipibo-PERU/G0000Ydu9NHi.st0/C0000hKMUV0CJoXs

LA HIGUERA BOLIVIA / ENGLISH

I guess it was my first of five days spent in a small village where Ernesto Che Guevara was killed back in 1967. The place is still a very poor village lost in the mountains Of Southern Bolivia. Pictures of Che Guevara and his soldiers are eveywhere. I got acquainted with local kids and Jorge Luis was intrigued by the changing of numbers of the exposure counter of my camera anytime i was varying the compression algorhythm (i explained to him the theory of compression using an A4 size sheet of paper). The strange dualism between Che and the Cross had already made me take a few pictures, but with Jorge Luis and the moon just up in the sky, i couldn’t help but taking one more. This picture has always been hard to manipulate in the post-production phase.

Year 2006, camera Nikon D100 diaphragm   4  speed 1/125”  lens Nikkor 80-200

Story : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Che-trail-BOLIVIA/G0000PSZDIgIUtWM/C0000hKMUV0CJoXs

LA HIGUERA BOLIVIA / CASTELLANO

Esta foto la saqué recien llegado en la Higuera, el minusculo pueblo “en la nada” en la serrania del suroeste boliviano donde el comandante Ernesto Che Guevara fue asesinado en el 1967. El lugar sigue siendo muy pobre pero repleto de imagenes del Che Guevara y de sus guerrilleros. Hice amistad con unos niños del lugar y Jorge Luis, uno de ellos,  manifestò bastante curiosidad sobre el cambio de numeracion del contador de posas de mi camara al variar de los algoritnos de compresion. Logré explicarle el concepto de la compression usando una hoja A4. El raro dualismo “cruz y che” ya me habia provocado unos disparos, pero con Jose Luis por encima y la luna apareciendo no pude no disparar otra vez. Esta foto siempre ha sido dficil a postproducir. Año 2006, camara Nikon D100 diafragma   4  velocidad 1/125”  lente Nikkor 80-200

 

Story : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Che-trail-BOLIVIA/G0000PSZDIgIUtWM/C0000hKMUV0CJoXs

LA HIGUERA BOLIVIA / ITALIANO

Fu il mio primo di, mi pare, cinque giorni passati nel villaggio dove venne ucciso Ernesto Che Guevara nel 1967. Il posto è ancora un poverissimo villaggio sperduto nel niente delle montagne della Bolivia meridionale. Le immagini del Che e dei suoi guerriglieri sono dappertutto. Avevo preso coinfidenza coi ragazzini del posto e a Jorge Luis, incuriosito dal variare dei numeri sul contapose della mia fotocamera se variavo l’algoritmo di compressione avevo spiegato la teoria della compressione usando un foglio A4. Lo strano dualismo Che, croce mi aveva già fatto fare qualche scatto, ma con Jose Luis e la luna appena sorta non potetti non farne un’altro. Questa foto è sempre stata di difficile postproduzione. Anno 2006 Fotocamera Nikon D100 diaframma   4  tempo   1/125“  lente   Nikkor 80-200 f 2,8

Story : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Che-trail-BOLIVIA/G0000PSZDIgIUtWM/C0000hKMUV0CJoXs

NEULAND PARAGUAY /ENGLISH

When i spent three days in the newest of the three mennonite comunities in the western part of Paraguay, i just had 11 minutes of sun: that’s when i took this picture. I was going back to the hotel when i realized that the sun was coming out of the clouds just a few minutes before the sunset. It was the right time for me to capture the daily life of that outpost of civilization in the Chaco desert, so i set myself near a crossroad facing the wide open countryside. I used slow speed in order to achieve something special. Some people asked me if this picture had been photoshopped, but no, the colors are real and strong and the foregrounding sharp green is simply due to a chromatic imbalance between the fluorescence of the public lighting and the real light.

Year 2007. Camera Nikon D100. Diaphragm  4      speed 1/3“      Lens Nikkor 12-24 f 4

Storia : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/In-the-name-of-Menno-PARAGUAY/G00001sc7tmlAXYE/C0000hKMUV0CJoXs

NEULAND PARAGUAY / CASTELLANO

Saque esta foto durante  los unicos diez minutos de sol en  los tres dias que me quedé  en la mas joven de las tres comunidades menonitas del oeste paraguayo.  Estaba  regresando al hospedaje cuando me enteré que desde el medio de las nubes estaba apareciendo el sol, justo  en los ultimos minutos antes de su posta. Decidì de capturar la vida cotidiana de aquel lugar fronterizo de civilizacion en el medio del desierto del Chaco y me deteni en un cruze rumbo a la campiña. Por hacer algo de mas especial decidi de usar las velocidades lentas y juntar a menudo el flash. Debido a los colores tan raros mucha gente sigue preguntandome si hice algun retoque con Photoshop. No es asi, los colores son veraderamente fuertes y el verde tan inusual  en primer plano es  simplemente consecuencia de  un desnivel cromatico generado por la fluorescencia del alumbro publico local. Año 2007 Camara Nikon D100. Diafragma      4  velocidad    1/3“    Lente Nikkor 12-24 f 4

History  http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/In-the-name-of-Menno-PARAGUAY/G00001sc7tmlAXYE/C0000hKMUV0CJoXs

NEULAND PARAGUAY / ITALIANO

Foto scattata negli unici dieci minuti di sole in tre giorni trascorsi nella più nuova delle tre comunità mennonite del Paraguay occidentale. Stavo rientrando all’albergo quando mi accorsi che dalle nuvole era apparso il sole negli ultimi minuti prima di tramontare. Decisi di immortalare la vita quotidiana di quell’avamposto di civiltà nel deserto del Chaco e mi misi su un crocevia verso l’aperta campagna. Per far qualcosa di più partiaolare usai i tempi lenti. In molti mi hanno chiesto se questa foto fosse trattata con Photoshop, no, i colori sono realmente forti e il verde violento i  primo piano è semplicemente dovuto ad uno squilibrio cromatico fra fluirescenza dell’illuminazione pubblica e luce naturale. Anno 2007. Fotocamera Nikon D100. Diaframma   4      tempo   1/3“      Lente Nikkor 12-24 f 4

Storia : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/In-the-name-of-Menno-PARAGUAY/G00001sc7tmlAXYE/C0000hKMUV0CJoXs

ABEL ALARCON. COCALERO DE YUNGAS. BOLIVIA / CASTELLANO

Durante mi reportaje sobre los usos tradicionales de la hoja de coca en Bolivia hice amistad con el gran clan familiar dirigido por el cocalero y líder sindical Abel Alarcón, he participado en la cosecha y todas las etapas de tratamiento de hojas antes de ser vendida al mercado mayorista en La Paz . En esta foto de Abel estaba admirando su cosecha y estaba feliz, el problema era que la gran bolsa que estaba detrás de una puerta  que no se podía abrir. La única luz en la habitación provenía de la ventana trasera. única opción. Flash para rebotar con Miniscreen frontal y la medición de la lectura en la pared trasera. Año 2006 . Nikon D100 abertura 6,3 velocidad 1/3” lente 12-24mm AF-D

Todo el reportaje  : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Cocaleros-BOLIVIA/G0000Govz06dmpBk/C0000hKMUV0CJoXs

I SEGRETI DELLE MIE FOTOGRAFIE

Benvenuti a questa mia nuova avventura. La fotografia è il mio mestiere da quando avevo 21 anni, ed era il 1984…Ritengo che come ogni libera professione sia abbastanza totalizzante, ovvero ci si deve dedicare la maggior parte della giornata, della settimana, del tempo, della propria vita. Senza farsi però fagocitare, senza odiarla, anche perchè questo è un maledetto mestiere che se non lo fai con piacere le foto vengono male. Per questa ragione  mi piace parlare di fotografia come se fossero i primi tempi in cui divenne la mia professione. Ho deciso di raccontare il dietro le quinte di alcune delle mie foto riuscite meglio, ne parlerò mescolando aneddoti, contesto e tecnica. Ogni    lunedi                    della settimana una foto,  questo avverrà nel corso delle 24 ore ( potrei essere su altri fusi orari, quindi garantisco uasi sempre il giorno ma non l’ora ) su questo blog ci sarà una novità. Buona lettura, visione e divertimento e non risparmiarti qualsiasi tipo di commento

SULL’ARGINE DEL MEKONG A VIENTIANE. LAOS / ITALIANO

Avevo appena finito di fotografare l’Ambasciata Australiana, o meglio la sua piscina. Stavo camminando su un argine sopra strada e su quello opposto vidi giocare questi bambini, nel tramonto infuocato. Dietro di loro il fiume Mekong che fa da confine fra Thailandia e Laos. Questa è una delle pochissime foto di reportage di viaggio ( che potrebbe anche chiamarsi street photography ma le definizioni non hanno importanza ) in cui ho interagito coi miei soggetti in maniera che facessero ciò che volevo io. Cominciai a scherzare con loro perchè posassero, con l’unico scopo di nascondere il disco solare dietro ai loro corpi e creare una silhouette. Questa foto è del Dicembre 1997, se non ricordo male pellicola Fujchrome Provia 100. Fotocamera Nikon D90 o 90x. Lente 180mm f 2,8.

DON FLORENCIO SACERDOTE ANDINO. QUEHUE. PERU / ITALIANO

Fu difficilissimo, appena arrivato nello sperduto abitato di Quehue, rintracciare il sacerdote andino che con altri due si sarebbe incaricato di chiedere protezione agli spiriti delle montagne ( gli Apu ) per la buona riuscita del lavoro di ricostruzione del Ponte di Q’eswachaka. Mi toccò trovare una moto all’ultimo momento, salire fino ai quattromila metri di una “comunidad campesina” nella periferia nella quale questo signore viveva, in uan fattoria isolata, farmici accompagnare dalle figlie, aspettarlo sulla porta di casa, visto che lassù i cellulari non hanno campo. In più, questo signore non si rivelò disponibilissimo con me, anzi cercò fin dapprincipio di crearmi delle difficoltà, rifacendosi alla gelosia dei suoi vicini ed altre motivazioni risibili. Lui come tutti gli altri “comuneros”, però, doveva incaricarsi di produrre quaranta braccia di cordame per la ricostruzione del ponte. Un lavoro che si inizia tagliando quella paglia montana che sta proprio fuori da casa sua. Cinquanta Nuevo Soles  ( 15,62 USD ) furono abbastanza convincenti per fargli passare le paranoie di gelosie altrui e farsi fotografare. Solitamente non pago i miei soggetti ma a volte il rischio è di aver perso tempo per niente e la colpa di abituare la povera gente a farsi pagare è delle televisioni, che arrivano e comprano tutto e tutti. C’era da rendere spettacolare un’azione banale come falciare l’erba e scuoterla per eliminare la terra. Scelsi la posizione dal basso per enfatizzare e mi resi conto che c’era quel cielo velato antipatico caratteristco sulle Ande, il sole non appariva mai del tutto, era solo una variazione di intensità dietro le nuvole. Optai per nascondere il sole dietro al soggetto, fortunatamente avevo con me flash e cavo TTL e orientando il lampo sono riuscito a conferire tridimensionalità e un pizzico di onirico a questa immagine. Anno 2012. Fotocamera Nikon D700. Diaframma.  18    tempo    1/250    lente 17-35 f 2,8 AF ED

Tutto il reportage : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Qeswachaka-bridge-PERU/G0000Lt3JmhotZUs/C0000hKMUV0CJoXs

DUSK ON CACHI SQ. ARGENTINA / ENGLISH

When I finally made up my mind about making the “big-ass reportage” on the longest road of Argentina, the ” Ruta Nacional Cuarenta”, i spent a few days in the nice village of Cachi, since it was right on my path.
When capturing its daily life with my pics, i lingered a bit longer watching the swarming of people in the Plaza des Armas. The strenght of this image, i think, lies in the dreaming facial expression in almost one of the thirds of the image of that kid in the foreground, all further reinforced by the cromatic imbalance between the sky and the public lighting

NO LIMITS ? VARESE. ITALY / ITALIANO

Questa foto fa parte del mio secondo reportage sugli sportivi disabili e siccome era su coloro che sarebbero andati all’olimpiade invernale di Ivrea, il lavoro non è più onine da un pezzo. Siamo al lago di Varese e il personaggio in questione praticava diverse discipline, in quel momento stava aspettando che gli portassero la canoa per andarsi a fare una pagaiata sul lago. Ho conservato questa immagine per il forte effetto grafico e l’inequivocabile richiamo visivo della sedia a rotelle….come se dicesse “non ci sono limiti” oppure “limiti per disabili”.

Anno 2005 Fotocamera Nikon D100. Diaframma   22  tempo 1/250”   lente  Nikkor 12-24

El SECRETO de MIS FOTOS

Bienvenidos en esta mi nueva aventura. La fotografia es mi trabajo desde que tenia 21 años…y estamos hablando del 1984. Creo que la fotografia , como cualquier profesion libre y creativa, sea bastante totalizadora,  hay que dedicarle la mayoria del tiempo diario, semanal, de  la vida… Pero sin dejarse comer, sin odiarla, la fotografia es un “maldido” trabajo que si no se hace con placer las fotos no salen bien. Por esta razon sigue gustandome hablar de fotografia como si fueran los primeros dias que se convertio en mi profesion.

Decidi de contar el “detras del escenario” de algunas de mis fotos que me salieron bien, lo hare mezclando anecdotas, composicion y tecnica. Cada martes de la semana publicaré una nota, lo haré en el trascurso de las 24 horas porque podria encontrarme en un huso horario diferente, pero lo haré. Pues quedate en contacto y no hacerte problemas para poner cualquier tipo d ecomentario.

Hasta pronto

EN LA RIBERA DEL RIO MEKONG EN VIENTIANE. LAOS / CASTELLANO

Acabando  de fotografiar a la Embajada de Australia, o más bien su piscina, estaba caminando sobre un terraplén por encima de la carretera y en el lado opuesto vi a los niños jugando en la puesta del sol ardiente. Detrás de ellos el río Mekong, que es la frontera entre Tailandia y Laos. Este es uno de las pocas fotos de reportajes de viaje (que también podría llamarse fotografía de la calle, pero las definiciones no son importantes) en la que me relacioné con mis personajes  de una manera que hicieron lo que quería. Empecé a bromear con ellos para que actuaran, con el único propósito de ocultar el disco del sol detrás de sus cuerpos y crear una silueta. Esta foto es de diciembre de 1997, si no recuerdo mal Fujchrome Provia 100 diapositiva. Nikon D90 o 90x. 180 mm f 2.8.

SAN XAVIER. CHIQUITANIA / CASTELLANO

Durante el reportaje sobre las misiones jesuíticas de la Chiquitania boliviana intentè varias veces y de diversas maneras para incluir al hombre en el contexto arquitectónico que había dado a esos pueblos el estado del Patrimonio de la Humanidad. Lo mas simple y impactante ha sido fotografiar durante las funciones religiosas en esas iglesias con decoraciones tan extrañas. San Xavier no es la más bella de las siete misiones, ahi me quedé  sólo un día. Durante la misa, vi que había un rayo de sol en las sombras debido a la gran puerta de la iglesia. Por casualidad, justo debajo de la columna decorada algunos niños hablaban algo, ir y venir a la fuga. Expuse en semispot para oscurecer un poco las sombras y no quemar altas luces, y  a través de la lente teleobjetivo logre capturar el momento decisivo . Año 2007. Nikon D100 apertura de la lente 6,3 elocidad 1/125”  zoom 80-200 f 2,8 AF

Todo el reportaje : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Chiquitania-the-bolivian-far-east/G0000KGhbYLIWRjA/C0000u8KB2GzO_jo

L’accolta / ENGLISH

This photo is perhaps the only one that was taken without it being part of an assignment or a self made photo reportage. Here where i live, Elba Island, Tuscany, Italy, the religious ceremony of the Accolta is maybe the only historic tradition that remains intact since the days when tourism was the only economic resource of this island. During the morning of the Good Friday a parishioners exchange between twin villages takes place. The congregation of San Piero in Campo goes and pray inside the church of Salnt Ilario in Campo and viceversa. They all go in procession and it may happen before dawn, if Easter occurs late in the calendar. I was teaching a photography class and my students insisted to go and take pictures the event. I seized the opportunity. I had no other way to shoot than by using the flash in open mode in order to catch the very first weak lights of dawn. Year 2007. Camera Nikon D100. Diaphragm f 5,6. Time 1“. Lens Nikkor 12-24mm.

ABEL ALARCON. COCALERO DELLE YUNGAS. BOLIVIA / ITALIANO

Durante il mio reportage sugli usi tradizionali della foglia di coca in Bolivia feci amicizia col grande clan familiare capitanato dal cocalero e sindacalista Abel Alarcon, partecipai alla raccolta e a tutte le fasi della lavorazione della fogli prima di essere venduta al mercato all’ingrosso a La Paz. In questa foto Abel stava ammirando felice il suo raccolto, il problema era che la grande sacca era a ridosso di una porta con un anta che non si apriva. L’unica luce nella stanza veniva dalla finestra sul retro. Scelta obbligata. Flash a bounce con minischermo frontale e lettura esposimetrica sul muro di fondo. Anno 2006 Anno 2006. Fotocamera Nikon D100 diaframma  6,3   tempo  1/3″   lente 12-24mm AF-D

TUTTA LA STORIA :

http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Cocaleros-BOLIVIA/G0000Govz06dmpBk/C0000hKMUV0CJoXs

THE SECRETS OF MY PHOTOGRAPHS.

Hello and welcome to my new adventure. Photography is my job since i was 21, that is, since 1984¦ I believe that, as any other freelance job, it doesn’t leave much room for anything else, so one must devote himself to it the most part of the day, week, life.

But, at the same time, one must not be swallowed up by this job, one must not get to a point where it’s hated, because if one hate this damn job, one can never take good pictures.

This is why i like to talk about photography just like i was used to in my early days. I’ve decided to tell everyone what’s behind some of my best pictures, mixing together anecdotes, their context and techniques. Continue reading

VILLA BRASIL ALONG TAPAJOS RIVER. BRASIL / ENGLISH

We just got off the boat after a full night journey along the Tapajos River. It was already damn hot since 8 a.m., while some clouds were playing hide and seek with the sun and that guy was taking his boat out to sink so that the wood couldn’t crack under the heat of the sun. He would have recovered it later on when needed. Given that quasi-silhouette shape, the compositional impact given by the tree and the light kicks on the water, i took this picture even though i didn’t know if it could be useful for the ongoing reportage. Then, i only used it for educational and communication purposes

SAN XAVIER. CHIQUITANIA. BOLIVIA / ITALIANO

San Xavier. Chiquitania

Durante il reportage sulle missioni gesuitiche della Chiquitania Boliviana cercai in vari modi di includere l’uomo nel contesto architettonico che aveva conferito a quegli abitati lo status di patrimonio UNESCO dell’Umanità. La cosa più semplice e d’impatto fu fotografare durante alcune messe in quelle chiese dalle decorazioni cosi bizzarre. San Xavier non è la più bella delle sette missioni, ci rimasi solo un giorno. Durante la messa vidi che c’era uno squarcio di sole nell’ombra dovuto alla grande porta della chiesa. Per caso, proprio sotto a quella colonna decorata alcuni ragazzini stavano confabulando qualcosa, andando e venendo di corsa. Esposi in sempispot per scurire un po’ di più le ombre e non bruciare le alte luci, ed osservai attraverso il teleobbiettivo. Anno 2007.  Fotocamera Nikon D100 diaframma  6,3   tempo   1/125″  lente zoom 80-200 f 2,8

url del reportage :  http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Chiquitania-the-bolivian-far-east/G0000KGhbYLIWRjA/C0000u8KB2GzO_jo

ESTATE LIBERI / ENGLISH

I was staying inside that farm that was impounded to the Mafia. I have been staying there with two other guys, Arianna and Ned, for 2 days in a row, waiting for a new bunch of volunteers and getting bored in the meantime. My project was about portraying the great movement of volunteers coming from all parts of the nation to the Southern Italy countryside, to the great lands confiscated to Mafia and now being farmed by social cooperatives in the name of law and order. I had to show the idea of a place where new legality has now overrun the ancient illegality, thus highlighting the beauty of this movement through my shoots. We were put to pull weeds from a vineyard, so i told Arianna to pull them toward me, which she did several times. The use of the fill-in flash was mandatory because the sun was definitely high in the sky.

The result has been greatly appreciated so that the picture made the front cover of an italian magazine and became the iconic image of the volunteering campaing.
Year 2009 camera Nikon D300s Diaphragm 11 speed 1/250 lens Nikkor 12-24
see the story : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Libera-ITALY/G0000BV4B7HE2Yo4/C0000Jsk_yr1i7Y8

NO LIMITS? / ENGLISH

This picture belongs to my second reportage covering athletes with disabilities and, since it was about the ones going to 2006 Winter Paralympic Games in Turin, this whole work isn’t online anymore. We’re at Varese Lake and this guy was an athlete performing in different sports. I took this picture of him waiting for someone to bring him his canoe for a paddling on the lake. I have kept this picture for its strong graphical effect and the unmistakable visual reminder given by the wheelchair, as if to say “there are no limits”, or better yet “no limits for people with disabilities”.
Camera Nikon D100 Diaphragm 22  Time 1/250″  Lens 12-24 mm AF-D.

ABEL ALARCON COCALERO. YUNGAS: BOLIVIA / ENGLISH

During my reportage about the traditional uses of the coca leaves in Bolivia, I got acquainted with the great family clan led by the “cocalero” and trade unionist Abel Alarcon. I also took part in the harvest and all the other stages of processing of coca leaves before their sale at the La Paz wholesale market. This picture portraits Abel staring happily at the harvest. The problem was that the great sack was by a door with a wing that was stuck in closed position. The only source of light in the room was coming from a window in the back. Hence I had no choice but to bounce back a flash with a miniscreen on the front side and exposure meter reading on the far away wall. Year 2006. Camera Nikon D100. Diaphragm 10  Time 1/3″  Lens 12-24 mm AF-D.

whole story : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Cocaleros-BOLIVIA/G0000Govz06dmpBk/C0000hKMUV0CJoXs

DURING THE HOLY MASS IN THE CHURCH OF ST.XAVIER / ENGLISH

While making a reportage about the Jesuit Missions of the Bolivian Chiquitania region, i tried in many ways to include the figure of the man within the architectural context that allowed those areas to achieve the status of Unesco World Heritage Site. The easiest and most impactful thing to do was to take pictures of those so peculiarly decorated churches during mass.

San Xavier is not the most beautiful one out of all seven Missions, i spent just one day there. During mass, i noticed a burst of sunlight making its way in the shadows from the church’s main entrance.
Right under that decorated column, a bunch of kids were confabulating and running back and forth. So i underexposed in semispot mode in order to darken shadows a bit and not to burn the highlights, then i looked through the telephoto lens.
Year 2007. Camera Nikon D100.  Diaphragm 6,3  speed 1/125 lens zoom 80-200 f 2,8 AF
whole story : http://federicotovoli.photoshelter.com/gallery/Chiquitania-the-bolivian-far-east/G0000KGhbYLIWRjA/C0000u8KB2GzO_jo

THE ANDEAN PRIEST. QUEHUE.PERU / ENGLISH

Once i got in the lost village of Quehue, it was no easy job to find the Andean priest that, with the help of two more guys, was supposed to ask the Holy Ghosts of the Mountain (the “Apu”) for their protection on the rebuild of the Q’eswachaka Bridge. I found a motorcycle as my last hope and i got up to a “comunidad campesina” that was placed at 4000 meters above sea level and where this guy was living, in a farm apart from the village; there i had to be taken there by his daughters, to wait on his doorstep (needless to say that cellphones do not perform so well up there). Continue reading